captain log
Settembre 1999
Captain's Telescope

Login.
Enter password: la fratellanza nel metal (dei deliri e delle pene).
"Caino disse al fratello Abele: "Andiamo in campagna!". Mentre erano in campagna, Caino alzo' la mano contro il fratello Abele e lo uccise" (Genesi, 4, 8)
Potrei anche terminare qui, non me ne vogliate.
Se c'e' una cosa che mi fa andare in bestia e' questa fandonia della fratellanza metallica, del sentirsi uniti alzando i pugni al cielo cantando canzoni dei Manowar, dicendo "sei mio fratello" a 12000 sconosciuti che manco incontrerai di nuovo gia' dal giorno dopo.
Ritengo ci possano essere affinita' elettive nel corso di una vita, ma lungi da me l'idea di imputarle alla musica metal. Di deficienti nel calderone ce ne sono, e parecchi. Basta guardarsi attorno e valutare. Di contro, anche tra chi frequenta le discoteche, tra chi e' impiegato in banca, si puo' nascondere (magari manco troppo) una persona che e' piu' "fratello" di chiunque lo professi, lo proclami o tenti di dimostrarlo.
Una volta, questa unita' per diritti acquisiti, rispondente a tutti i canoni di uno squallido stereotipo, la chiamavamo massificazione, controllo delle masse. C'erano i paninari, i dark, i fricchettoni, i brigatisti, i terroristi e i metallari. Tutti fratelli a modo loro, beati di rimanere passivi ed inermi nei propri ghetti, senza ambizioni personali di alcun carattere i cui tratti potessero in qualche modo discostarsi minimamente da quanto la massificazione e l'inglobamento in quella specifica categoria proponesse. E guai a loro.
Se solo un componente della famigliola felice avesse osato trasgredire ad una regola (tipo il paninaro che non indossava il Moncler il mese di Luglio onde evitare di schiattare per un collasso), veniva considerato "out", estromesso e pronto ad essere accolto in un'altra delle famigliole ghetto.
Ora, sia ben chiaro che qualcuno che non c'entrasse un beneamato nulla con le categorie e' sempre esistito, e veniva considerato "out" per tutto il mondo stereotipato, nascondendo in se' il vero genio: eccola! Quella era una persona! Ne' da una parte ne' dall'altra, ma con idee proprie, con una faccia propria e con indosso i vestiti propri, non una divisa da collegiale stantia e presa d'assalto da chi invece di pensare con i propri neuroni, si accontentava del breviario della propria classe di appartenenza, per altro, soprattutto in fatto idealistico, alquanto sommaria e somara a tutti gli effetti.
Mi sembra alquanto riduttivo per un cervello una stasi del pensiero di questo tipo, nel particolar modo del "Hail and kill", che ho provato a dire alla nonnina che abita di fronte a me, la quale mi ha subito soccorso con un Anafranil perche' preoccupata per la mia salute.
Ho scoperto in seguito, che la nonnina in questione, ogni volta che le si presenta qualcuno con una frase qualsiasi, tenta di rifilare al malcapitato un farmaco che sia in rima.
Ragazzi, un modo come un altro per appiattirsi, per annoiarsi, per fare in modo che qualche filosofo da strapazzo di turno possa tracciare caratteristiche ben definite e magari dare un'altra occasione al sottoscritto per esternare una paranoia comune tra chi si crede qualcuno di indistinguibile ed ineguagliabile, onde poi accorgersi di essere completamente schiavo di mode e pensieri tracciati e creati (ad arte?) da altri.
E di peggio c'e' chi ti viene a dire: "sai, era come essere un tutt'uno con l'Olimpo, mentre Eric Adams ci incitava tutti quanti e noi in 12000 a cantare come voleva lui, sentendoci fratelli", e poi l'autore di questa frase ne ha picchiati selvaggiamente dieci per aggiudicarsi il plettro di DeMaio, l' asciugamano sudato di Adams, e ne ha sfregiati altri 50 per accaparrarsi la maglietta celebrativa del concerto.
Ma vaffanculo! Come direbbe un incazzatissimo Jon Oliva, fra un "You are metal" e un altro.
Insomma, la storia della fratellanza metallica o metallara, insomma, la brotherhood of metal e' una colossale presa in giro.
Se dovessi fidarmi solo di chi ascolta metal, mi giocherei almeno il 90% delle possibilita' di conoscere persone, di fare nuove esperienze di vita, e mi crogiolerei nel mio bar sport dei poveri, con le braccia protese al cielo, cantando i Manowar, forse in una camera di una qualsiasi psichiatria, mentre il resto del mondo si diverte, cresce e si identifica.
In poche parole, ricordatevi di Caino e Abele! Del resto, e' stato il primo caso di fratellanza contemplato e tramandato dall'uomo.
Space Captain

Come tutti ricordano, la prima meta' degli anni '90 ha portato grossi cambiamenti nella musica hard & heavy: in particolare, i media tutti hanno stabilito che il metallo fosse completamente "out", e quindi la nostra musica preferita torno' dall'underground dove era venuta per rigenerarsi in attesa di tempi migliori (!?!). Gruppi piu' che affermati come Slayer o Iron Maiden non risentirono affatto della cosa, mentre di nuove proposte i piu' degni di nota furono i Pantera, che in due album determinarono le nouve coordinate stilistiche per il metal del nuovo decennio.
Nel frattempo, sperimentazioni e contaminazioni andavano (fortunatamente) avanti... e il vecchio metal classico? Sebbene snobbato e relegato in un angolino era tutt'altro che morto, grazie all'operato di indefessi adepti della borchia che senza curarsi di quello che capitava attorno a loro producevano splendidi lavori in attesa di tempi di nuovo a loro favorevoli, parlo di autentici campioni come Savatage, Rage, Virgin Steele, King Diamond, Metal Church, Running Wild, Vicious Rumors.
Nel '94 arrivano i primi segnali di un interesse crescente per il genere: gli Helloween pubblicano il buon "Master Of The Rings", atteso ritorno alle sonorita' che li lanciarono nel decennio precedente, l'esordio degli Angra, "Angel's Cry", ottiene insperati successi, e nell'anno successivo Blind Guardian e Gamma Ray (gruppi "giovani") fanno incetta di consensi. Tutto e' pronto per una nuova ondata di heavy classico, cosa che avviene puntualmente: gia' con "Episode" onesti mestieranti come gli Stratovarius vengono elevati inspiegabilmnente al rango di divinita', concerti e articoli sul fenomeno si sprecano...
Arriviamo infine all'anno topico, il 1997: l'heavy metal di matrice helloweeniana domina l'Europa. Il successo di milioni di band del genere, mese sotto contratto due giorni dopo la registrazione del primo demo e' sintomo che ormai la cosa rende eccome. Il problema, il nocciolo della questione per me e' questo. Da una parte la riscoperta di simili sonorita' e' un bene, dato che erano state ingiustamente sbeffeggiate per partito preso pochi anni prima, purtroppo dall'altra segna l'invasione del mercato da parte di cialtroni che senza la minima scheggia di talento si limita a riproporre quanto detto da altri (con ben altra classe) molto tempo prima. Si va nell'imitazione acritica, priva di rielaborazione, di inventiva, di tutto, cosa di cui il pubblico si frega colpito dalla sindrome del "death to false metal" che tristemente riprende a circolare. Ormai, l'aderire in tutto e per tutto ad una ricettina collaudata, rispettosi di tutti gli schemi prestabiliti, non e' piu' "assenza di creativita' e di idee", ma e' "scelta coraggiosa e senza compromessi". La piu' assoluta mancanza di personalita' viene santificata dalla purezza della proposta, come se il metal nella sua forma originaria fosse detentore di chissa' quali verita' o primati.
E il pubblico acconsente, formato magari da ragazzini che dall'alto di tre dischi posseduti sparano giudizi a destra e a manca ed esaltano bands abominevoli senza sapere che piu' che suonare dovrebbero aprire una fotocopisteria. Si e' ormai formata una sorta di frattura (come osserva Fuzz Fuzz di Psycho!) fra i fans, una frattura che non fa bene a nessuno. I cosiddetti defenders, che stupidamente fanno una questione di principio l'immutabilita' degli stilemi classici e bollano la creativita' di, per esempio, Fear Factory o Living Colour (gruppo prematuramente sparito ma geniale) come "tradimento", non si rendono conto che le cose devono per forza di cosa muoversi ed andare avanti, altrimenti la musica, l'arte muore.
Un esempio lampante di quello che volgio spiegare avviene sempre nel '97: esce "Glory To The Brave", album di debutto degli Hammerfall, band svedese senz'arte ne parte dedita alla clonazione di sonorita' tedesche. L'album ha un successone e la band (costruita a tavolino per riprendere tutti i luoghi comuni possibili e spiattellarli in modo accademico, immediato e pacchianotto) e' la nuova portavoce di un nugolo infinito di formazioni tutte uguali e tutte di immediato successo. Nello stesso anno pero' esce pure "Jugulator", album di rientro dei Judas Priest dopo sei anni di assenza dalle scene, un album coraggioso e moderno... risultato? Strali da parte dei defenders (che fra l'altro testimoniano di non aver mai capito molto dello spirito alla base della band di Birmingham) e campagnucola denigratoria da parte di gruppetti assortiti, fatta in onore del proprio tornaconto... Una situazione a mio avviso demenziale che testimonia come si preferiscano asinini venticinquenni a cinquantenni dotati di elasticita' mentale.
La situazione e' andata peggiorando fino ad oggi, e ormai ci ritroviamo quasi due schieramenti, l'apertura mentale o la semplice tolleranza spariscono in favore di cieca idolatria e super circolazione ormonale adolescenziale, chi non si paluda di borchie e spadoni e' nei migliori dei casi etichettato come "trendy", gruppi da fucilazione come Sacred Steel o Pegazus arrivano a pubblicare due dischi su grosse indie mentre le difficolta', paradossalmente, le incontra chi osa fare del proprio e guarda caso differenziarsi, pensare con la propria testa. Le nuove leve dovrebbero un attimo guardarsi attorno, accorgersi che certe cose sono gia' state dette e stradette e per lo meno provare ad avvicinarsi a tutto quel metal che magari e' differente ma non per questo fa schifo.
Quest'anno ci ha regalato vergogne discografiche come Metalium, Freedom Call e Turilli solista, dischi immondi fatti seguedo un'etica prossima a quella del dottor Mengele, la bolla del "true metal" si gonfia, si gonfia e si gonfia, fra interviste ed uscite che restringono sempre piu' un circolo vizioso (i ragazzi si esaltano per dichiarazioni tronfie e vanno a prendersi il disco uguale a quello preso il giorno prima uguale a quello...); mi auguro che tutto questo finisca il prima possibile, perche' mai il metal ha rischiato di uccidersi con le proprie mani come ora.
Ultima nota: non auspico la fine del metal classico di per se, ma di tutti quelli che lo ripetono a vuoto.
Niccolo'

back