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<title>Pazuzu.it</title>
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<description>Daniele Assereto: www.pazuzu.it</description>
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<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 00:00:25 +0100</pubDate>
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<copyright>Copyright: (C) Daniele Assereto, http://www.pazuzu.it/</copyright>
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<title>LiveUs - Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque</title>
<description><![CDATA[Cos'è la canzone d'autore oggi?<br>
Se provate a fermare un genovese a caso per strada e a chiedergli il nome di un cantautore, dieci a uno che vi risponderebbe con un nome di cui i genovesi hanno imparato ad esser fieri: Fabrizio De Andrè. Un nome famoso. Un nome con cui riempirsi la bocca. Un nome che se fino a qualche decennio fa era guardato con sospetto, ora viene affiancato a qualifiche altisonanti quali poeta e intellettuale. In tutto questo clima di amore, prati verdi e cagnolini, non posso non ricordare i racconti di mio padre, i ricordi di un periodo in cui i ragazzi che andavano ai concerti di De Andrè venivano schedati come potenzialmente pericolosi. Possibili anarchici. Delinquenti? Tempi passati, oramai. Certo, c'è chi non stravede per questo cantautore genovese e lo considera un alcolizzato ed un puttaniere, ma poco importa alla fine: quello che importa è che la figura di Fabrizio De Andrè ha soffocato talmente l'immaginario collettivo, che sembra quasi che da Genova non possa venir fuori nient'altro se non sia somigliante a lui.<br>
Come spesso succede, invece, la realtà è ben differente.<br>
<br>
Sabato 27 febbraio 2010, nella sala de La Claque di vico San Bernardo, si sono esibiti cinque cantautori genovesi. Gente giovane, diciamolo subito. Non diciottenni, sia chiaro, ma nemmeno gente alla Gino Paoli tanto per capirci. Sabato, nel centro di quei vicoli di Genova che tanto furono cari a Fabrizio De Andrè, chi avesse avuto l'occasione di sedersi sotto quello splendido palco avrebbe avuto l'onore di ascoltare la voce melodica di <b>Antonio Clemente</b>, con le sue personali canzoni dai ritornelli immediati e prontamente assimilabili. Antonio non era solo sul palco, ma si faceva accompagnare da un bassista, una violinista e un batterista, rendendo così ancora più più densa l'aria con le sue canzoni.<br>
In effetti, il primo Fabrizio De andrè ci aveva abituati ad una voce accompagnata semplicemente da una chitarra, e così nella nostra testa si è formato lo stereotipo del cantautore che presenta le proprie canzoni in solitaria, col cuore affranto magari, mentre decanta tutto il suo male di vivere e la sua disperazione interna. Dispiace dirlo, ma non deve per forza essere sempre così. Il secondo a salire sul palco è quindi Gennaro Esposito, in arte <b>Zazza</b>, che immediatamente inizia a scherzare con il pubblico e dimostra una spigliatezza ben lontana da atteggiamenti schivi e tanto tipici dei genovesi. Anche lui è accompagnato da una schiera di strumenti a riempire la cornice, tra cui ricordo un basso, una chitarra, una batteria, una tastiera e un paio di percussioni. Sono canzoni semplici, dedicate alle piccole cose, e i suoni dalle vaghe punte swing si adagiano piacevolmente in quel susseguirsi di accompagnamenti pieni e ritmati.<br>
E' quindi la volta di <b>Karen Ciaccia</b>, unica voce femminile della serata, a sua volta seguita nella sua performance da chitarra acustica, basso, percussioni, armonica, e anche due coriste. La voce di Karen è calda e soffusa, con punte di lirismo quasi inaspettate in canzoni dedicate a periodi bui, bambini vicini, sentimenti di dolore e gioia. I cinque brani eseguiti svaniscono troppo presto, ed è giunto il turno di <b>Mauro Cipri</b>, unico cantautore solista, che si accompagna unicamente con una chitarra e un'armonica a bocca [che nel nostro immaginario non possiamo non associare a Bennato]. Non sono però vuote le sue canzoni, visto che Mauro si aiuta con loop e campionamenti in tempo reale che quindi riempiono ogni spazio vuoto creando un'esposizione musicale profonda e sofferta. Mauro è anche l'unico cantautore della serata a presentare un brano strumentale, "sud est", dimostrando un coraggio compositivo non indifferente.<br>
La serata è quasi giunta al termine quando sale sul palco <b>Matteo Conta</b>, affiancato da un chitarrista ed un bassista. Nato il 29 febbraio [che è anche il titolo della prima canzone], l'esecuzione di Matteo è forse l'unico punto un po' debole dell'intero concerto visto che interrompe l'ultimo suo brano per poi ricominciarlo da capo [insicurezza? voglia di perfezionismo? chissà]. Ma poco importa.<br>
<br>
Poco importa se il festival di Sanremo ci ha oramai abituati al tenore di certe canzoni. Poco importa se su Genova grava l'ombra di un passato oramai morto che forse mai più ritornerà. I cantautori esistono ancora, e Genova ne possiede splendidi esemplari: il centinaio di persone presenti il 27 febbraio alla Claque erano lì per dimostrare che l'interesse per le novità esiste ancora, e sopravviverà con loro. E' sufficiente saper aspettare?<br>
<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1501</link>
<pubDate>Mon, 1 Mar 2010 23:53:40 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Delirium Project - Arte</title>
<description><![CDATA[Che cos'è l'Arte? L'arte è una ghigliottina ghignante che incombe sul capo di pochi. L'Arte è una lama che logora chi l'ama. L'Arte promette fama e dispensa fame. Puoi pensare di avere lo stomaco abbastanza forte per resistere, ma ce la farà la tua testa a resistere alla pressione psicologica prima che quella ghigliottina compia il suo percorso? Un Artista, nel momento in cui quella lama inizia il suo tragico e fatale percorso, è colui che diventa la lama stessa: mentre tutti quelli che osservano la scena sono ancora fermi all'attimo immobile prima che il destino si compia, carichi di inespressa energia potenziale, l'Artista si libera di essa e diventa pura e semplice energia cinetica, fino a quell'istante in cui la vita lo abbandonerà per abbracciare le calde pagine della Storia.<br>
L'Arte è una lama che logora chi l'ama.<br>
<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1500</link>
<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 23:52:19 +0100</pubDate>
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</item>
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<title>Control Denied - C'è chi storna</title>
<description><![CDATA[<img src='http://www.pazuzu.it/controldenied/878-20100218.gif'><br>Cose che capitano. Giuro.<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1499</link>
<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 16:30:39 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>LiveUs - Un nuovo inizio</title>
<description><![CDATA[Non esiste una strada semplice.<br>
<br>
Se vuoi ottenere qualcosa, di qualsiasi natura si tratti, il cammino da percorrere non è mai lastricato di mattoni dorati. Ci saranno ostacoli che sorgeranno ogni pochi metri, e avversità da affrontare da soli o con il supporto di scudieri che oseranno affrontare con te la tua folle corsa verso i tuoi personali mulini a vento. Potresti scoprire, in questo lungo e tortuoso cammino, che quei mulini non sono altro che un'illusione ottica inesistente. Potresti anche cadere lungo il viaggio, e allora starà ad altri raccogliere le tue esperienze e proseguire lungo quella via. Poco importa quindi se magari non sarai tu a cogliere il primo fiore da quella terra promessa che tanto agognavi: qualcuno lo farà, e ne pianterà i semi per far crescere qualcosa di nuovo, qualcosa di ancora più bello.<br>
<br>
In altre parole.<br>
<br>
Da poco più di un mese è partita l'avventura <b>LiveUs</b>, un'avventura nata e cresciuta nella mia mente in un freddo pomeriggio d'autunno e che è riuscita a vedere la luce grazie al supporto e all'aiuto di poche ma fidate persone. Da dove nasce? Da decine di esperienze passate, da centinaia di luoghi visitati, da migliaia di persone incontrate. Che cos'è, in poche parole, LiveUs?<br>
Anzitutto posso dire cosa NON è: LiveUs non è un portale di recensioni di dischi, così come non è un giornale web su cui vengono segnalate notizie a discrezione di una redazione: LiveUs non è una realtà centralizzata sulle spalle di un numero imprecisato di volontari o stipendiati. Però su LiveUs potrete trovare tutte quelle informazioni su concerti ed eventi dal vivo, man mano che crescerà nel tempo, evolvendosi e maturando grazie a voi. Si, proprio grazie a voi.<br>
<br>
LiveUs è principalmente un'idea, un miraggio concreto, la volontà presente e pressante di riuscire a creare una rete che metta in comunicazione diretta tutte le realtà che gravitano attorno alla musica dal vivo: artisti, organizzatori, gestori, tecnici, fotografi, recensori, pubblico, ecc. Ciascuna persona può registrarsi liberamente e gratuitamente, e iniziare a gestire la propria realtà musicale segnalando le proprie serate. Ci saranno articoli di concerti, interviste, e rubriche varie di natura musicale. Sarà insomma possibile riuscire a seguire e contattare tutto quel mondo che esiste e vive molto spesso una sua vita underground nelle varie regioni, per non parlare più pessimisticamente delle singole città. Sarà anche possibile commentare tutto il materiale presente sul sito, e scegliere di quali realtà voler essere informati in modo attivo. Il tutto a livello nazionale, senza confini di spazio o di tempo. Costantemente in crescita, perennemente in evoluzione. E sempre grazie a voi.<br>
<br>
Siete voi che continuate a far suonare la musica nelle vostre orecchie, siete voi che portate avanti la vostra passione giorno dopo giorno, nota dopo nota, condividendola e affrontandola senza sosta. Siete voi che date un significato concreto a tutto questo. A noi resterà l'onore di camminare al vostro fianco, discutendo e affrontando insieme tutti i passi che non fermeremo nemmeno quando ci troveremo di fronte a ponti di legno che potrebbero crollare sotto il nostro cammino, non ci fermeremo perchè sapremo che quei ponti costruiti insieme saranno il legame che unirà per sempre tanti mondi creduti lontani, tanti paesi creduti discinti, tante persone che nemmeno si conoscono. Ma sarà un viaggio unico, verso un obiettivo che ci portiamo nel cuore e che ci suona dentro fin da quando siamo nati. Una passione incrollabile. Un'idea divenuta realtà.<br>
<br>
Non esiste una strada semplice. Ma esistete voi, ed esiste LiveUs.<br>
<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1498</link>
<pubDate>Sun, 7 Feb 2010 22:14:43 +0100</pubDate>
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<item>
<title>Control Denied - Giornata dell'Odio</title>
<description><![CDATA[<img src='http://www.pazuzu.it/controldenied/877-20100125.gif'><br>Nessuna ribellione, per 24 ore.<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1497</link>
<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 23:59:00 +0100</pubDate>
<guid>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1497</guid>
</item>
<item>
<title>Delirium Project - Cattedrale</title>
<description><![CDATA[Piangi le tue lacrime.<br>
Ti trovi davanti all'ennesima porta chiusa, e ti volgi indietro. Tutto quello che hai passato, ogni ricordo che ti ha portato qui, oggi, ti si affaccia nuovamente alla memoria, e per cosa? Hai ancora di fronte una porta chiusa. Serrata. A chiave. Quali meraviglie vi si nascondano dietro, puoi solamente immaginarlo, e le gambe non reggono il peso delle lacrime che iniziano a scorrerti lungo le guance. Crolli a terra, pesantemente, dopo tutta la fatica che hai fatto per arrivare dove sei. Vorresti essere altrove, ma non puoi fare a meno di fissare con lo sguardo quella porta massiccia che ti sbarra il cammino. E' uno sguardo di sfida, e allo stesso tempo uno sguardo di terrore. Provi a spingere, tirare, spingere ancora, ma sei oramai privo di forze. Tutte le gocce di sudore che ti scivolano lungo le braccia si uniscono alle lacrime che non smettono nemmeno per un istante di scappare dai tuoi occhi, e vanno ad unirsi al ricordo di tutte quelle che hai versato nel corso della tua intera vita.<br>
Quante porte chiuse ti sei trovato davanti, e sei riuscito ad oltrepassare? Ne hai perso il conto. A quale prezzo? Non esiste una risposta a questa domanda, esistono solo infinite altre domande. Irrisolte. L'unica cosa che sai, l'unica cosa che ricordi, è la cattedrale gotica che potrebbe essere edificata con tutte le tue lacrime, una costruzione maestosa ed imponente in cui cerchi rifugio e conforto ogni volta che devi confessare i tuoi migliori segreti, i tuoi peggiori peccati. E' la tua cattedrale di lacrime, è l'unico posto in cui puoi piangere a testa alta, senza temere che nessuno ti possa vedere, senza dover rendere conto a nessuno. E' questo, quello che vuoi adesso?<br>
Alzati.<br>
Una porta chiusa non è altro che un dubbio che devi provare a risolvere, non è altro che un colore sbiadito nella tua memoria confusa. Una porta chiusa è solo un passaggio, niente più di un istante che dimenticherai non appena ne avrai varcato la soglia, ma che resterà dentro di te per sempre, a memoria imperitura di tutte le guglie di pianto che hai dovuto costruire intorno a te per riuscire a essere quello che sei, per riuscire a dimostrare che non esiste maniglia a cui voltare le spalle. La resa non è consentita. Il perdono si, l'amnesia no.<br>
Stringi i denti più che puoi, urla pure al cielo tutte le imprecazioni che ti passano per la testa, tanto le stelle sono sempre in ascolto. Ti vedono, ti osservano, ti giudicano. Sanno tutto quello che sei, tutto quello che sai. Ed è proprio per questo che in fondo, dietro quel tenue brillare che si è spento magari migliaia di anni fa, continuano a sorridere.<br>
Adesso.<br>
Piangi pure le tua lacrime, se vuoi.<br>
Ma, poi.<br>
Alzati.<br>
<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1496</link>
<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:18:37 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Lupus Metallorum - Sheep Tales #6 - Gabriele D'annunzio</title>
<description><![CDATA[<img src='http://www.pazuzu.it/lupus/Pecore006.gif'><br>Il risultato di una notte insonne...<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1495</link>
<pubDate>Wed, 9 Dec 2009 22:07:21 +0100</pubDate>
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</item>
<item>
<title>Delirium Project - Polifonie</title>
<description><![CDATA[<i>E' assurdo che Vasco Rossi sia stato insignito honoris causa del titolo di dottore in scienze della comunicazione. C'è chi dice che un Poeta, per quanto eccelso – non avrà MAI il pubblico urlante di qualsiasi Bruce Dickinson al Rock in Rio. Ma è la forza della quantità. E' quello che dice Berlusconi. Tutto si mescola.</i><br>
<br>
Da metallaro [o comunque da persona con un background musicale di un certo tipo] mi sento chiamato in causa e mi permetto di aggiungere due righe. Per limitata che sia, la mia cultura letteraria si ferma ad un liceo scientifico portato a termine con soddisfazione e ad un corso universitario terminato anni fa, ma non ho smesso di continuare a dedicarmi alla lettura parallelamente all'ascolto di artisti musicali che nulla hanno da invidiare, nel messaggio che propongono, a classici che vengono imposti sui banchi di scuola [sia essa d'obbligo o meno].<br>
Se si parla di forma, ci sono forme che più attraggono i giovani, perchè non dimentichiamo che i giovani sono il futuro. Banale, quello che volete, ma vero. Tra venti, tra trent'anni non saranno dei sessantenni che si dilettano a fare poesia nel tempo libero a prendere le redini e cercare di portare avanti un paese, una nazione, un mondo intero. Saranno i giovani di oggi, i giovani di domani, magari qualche giovane di ieri [ma non troppi, non esageriamo]. E se questi giovani avranno tratto più nozioni e valori da una canzone di Vasco piuttosto che da un racconto di Hemingway, a me non importa: basta che il loro lo facciano, e lo facciano bene. Mi inchinerò di fronte alle loro fonti di ispirazione, perchè il contenuto che è arrivato ai loro cuori [e adesso non sto più parlando di forma, ma di contenuto] magari non è quello che è stato loro imposto su impolverate pagine di qualche testo scolastico, ma in parte dalla vita, in parte dalla musica rock che hanno ascoltato, in parte da chissà cosa. Perchè colpevolizzare a priori un mezzo di comunicazione quando semplicemente perchè questo è più immediato di altri? Un mezzo è uno strumento, è come un'arma: c'è chi la sa usare, e chi no. Ma non è dell'arma stessa la colpa [o il merito] di chi la utilizza, di chi la impugna, di chi dimostra di saperla usare per tentare di raggiungere i propri obiettivi. E se poi, alla fine del discorso, scopriremo che quell'arma ha permesso il raggiungimento anche altri obiettivi, allora non potremo fare altro che inchinarci di fronte a chi è riuscito in tanto.<br>
Non siamo più nell'ottocento. Non bastano più penna e calamaio per cercare di cambiare il mondo. Spegnere la televisione, iniziare a pensare con la propria testa, lanciarsi nelle battaglie che si credono giuste anche a rischio di prendere sonore facciate. Una volta c'era più tempo per scrivere, c'erano meno distrazioni, eccetera eccetera. Vogliamo continuare a ripetercelo all'infinito? Okay. Ma i mezzi di comunicazione sono cambiati, e così pure la concezione di cosa possa essere Arte o meno. Che il metal [o il rock] sia arte, non sta a me dirlo. Ma colpevolizzarlo quando è solo un mezzo, non è nè corretto nè intelligente. Vi uccidessero un figlio [avrei scritto un genitore, ma ho temuto che parecchi qui oramai possano esserne privi e ho cambiato parente] dareste la colpa al coltello che l'ha pugnalato?<br>
<br>
<i>Esiste però una scala valoriale, secondo cui ad esempio Dostoevskij è meglio di Tex Willer, scala valoriale che viene messa in discussione dalla cultura di massa. Ma è ovvio che è meglio di Tex Willer, il problema sta casomai nel considerare un mentecatto colui – cioè la grandissima maggioranza – che principalmente si forma nutrendosi della molteplicità delle culture basse, considerando Dostoevskij come una delle opzioni, non come L'OPZIONE, senza per questo sentirsi o essere per forza un coglione.</i><br>
<br>
Dall'alto della mia bassa cultura, mi viene da chiedermi quali siano i canoni che utilizza per definire le OPZIONI a cui la cultura di massa dovrebbe attingere. Ci sono talmente tante interazioni e intersezioni, come lei stesso dice, ma subito dopo si sofferma su dire cosa si e cosa no. Non credo esista un Bignami culturale che separi il bello dal brutto, che sancisca cosa sia Cultura e Arte, e se lei ne è in possesso la prego di rendercene tutti partecipi, sarebbe interessante e sicuramente una buona base di discussione, ne sono sicuro.<br>
Sorrido al pensiero che poi si consideri Tex Willer OVVIAMENTE peggio di un Dostoevskij. Leggo il fumetto creato da Gian Luigi Bonelli da quando avevo otto anni, e posso assicurare che ho imparato più valori morali da un qualunque suo albo piuttosto che da un tomo del De Sanctis. E facendo tale esempio, poi si pecca di superficialità estrema ignorando autori come Bill Watterson, Charles Shultz, Walt Kelly, giusto per fare i primi nomi che mi vengono in mente, che sicuramente TANTO hanno dato alla Poesia e l'Arte anche usando una forma che può essere considerata insolita dai puristi, ma che sempre pregna di contenuto è. Andando più nel presente e nell'italico idioma [non vorrei mai essere accusato di esterofilia], come non citare gli italiani Paolo Aldighieri e il suo Eriadan o Marco D'Ambrosio con Canemucca. Perchè limitare la visione a un Tex Willer? Sarebbe come dire che la poesia si ferma a Pascoli. L'orrore, l'orrore, l'orrore.<br>
Intrattenimento? Stiamo parlando di intrattenimento? Spegnete Striscia la Notizia adesso, dai.<br>
<br>
<i>L'insostenibile eternità dell'adolescenza.</i><br>
<br>
Invecchiando non si rimbambisce, si torna soltanto bambini. E dunque?<br>
<br>
<i>I valori morali di Tex sono esattamente quelli del ranger Walker, l'ideologia del più forte, la distinzione tranciante fra buoni e cattivi, il finto rispetto della cultura indiana quando è sottomessa e marginale, e utile a produrre fanfaluche spiritualiste – ed è il perfetto veicolo del bushismo. Da De Sanctis hai appreso senza saperlo (altri lo hanno fatto per te) che le scritture devono attivarsi nella vita sociale, le analisi del monarchico e ottocentesco Dostoevskij sono 100 volte più cariche, ricche, sottili, emozionanti e dunque nuove di quelle di Bonelli – ad es. appunto sulla distinzione fra buoni e cattivi. Scusa, ma non si possono sparare queste cazzate spacciandole per modernità, un neonato è più nuovo di un vecchio nel regno animale, fra gli umani valgono tutt'altri criteri. Delle letture di Tex, che ho interrotto dopo gli 8 anni, mi è rimasto solo l'ottimo sistema per far ripartire i cavalli stanchi, ma è pure incompatibile con le idee animaliste.</i><br>
<br>
I valori morali non si assimilano SOLO da una fonte, ma da più di una. In prima parte dalla famiglia, ma questo è un altro discorso. Chi sia lei per dire quali siano i miei valori proprio non lo so, visto che non mi conosce, e vedere che li limita ad una sola fonte lo trovo altamente offensivo. Sarebbe come se io pensassi che lei sia un berlusconiano solo perchè segue una trasmissione a caso su Canale5, Italia1 o Rete4. Che poi posso capire [ma non condividere], se si considera Striscia la Notizia un veicolo di messaggi culturali e/o artistici, allora forse sono io che sbaglio, che non ho capito niente.<br>
Vedere poi che continua a soffermarsi ancora ad una sola figura è ancora più castrante, perchè il discorso non era se Tex Willer [un personaggio, non un autore, comunque: si capisce almeno la differenza? Lei ha mai letto il Tex Willer disegnato e pensato da Magnus?] abbia più spessore morale di un Dostoevskij, ma sottolineare come sia riduttivo pensare che non esistano forme d'Arte e di Poesia al di fuori dei soliti canoni ottocenteschi a cui lei come altri sembra essere fin troppo legato. A otto anni ha interrotto la lettura di Tex per passare a Dostojevski? Forse si capiscono molte cose da questo. Ma l'Arte figurata [chiamarli semplicemente "fumetti" rischia di essere riduttivo] non si ferma a Bonelli & C., come ho già fatto notare sopra. Se lei pensa che queste siano cazzate mi spiace, perchè non fa altro che dimostrare di avere solo un paio di paraocchi che la portano ad ignorare nuove forme di comunicazione poetica [e no, non mi sto riferendo a Striscia la Notizia] attraverso mezzi che fino a 50 anni fa forse non erano concepiti e concepibili ma adesso, nel 2009, esistono eccome.<br>
<br>
<i>Noi ci definiamo in una scala di valori, se tu prendi a male il termine cazzate è perchè ritieni che il cervello VALE più del cazzo, almeno in una discussione (chi può darti torto) e ci sei dentro come tutti. E i valori che ho elencato non sono quelli di Tex, che è un contorno di grafite nemmeno colorato, ma di Bonelli.<br>
Lungi poi da me negare il valore del fumetto... come ho già detto, sdoganavo la cultura bassa già 20 anni fa, quando la cosa aveva un senso... ma qui c'è una confusione di fondo... Bonelli vale anche qualcosa, ma su un piano strettamente formale e estetico... lì Tex può valere quanto Miskin... ma un testo veicola tutta un'altra serie di contenuti... sul piano dei contenuti analitico-intellettuali ad es. non mi potrai certo confrontare i dialoghi di Platone con quelli di Kit Carson, che opina solo sulle patatine fritte (e le bistecche alte così)... per non dire di quelli emotivi più profondi, dei contenuti metafisici, ontologici, quelli che attengono all'indicibile... e così via (appunto sono così complessi da non essere esprimibili attraverso un mezzo come il post...)<br>
P.S. Per la cronaca: striscia mi fa schifo, sono i buffoni del re... vedo solo blob.</i><br>
<br>
<i>Ma dove nasce l'esigenza di gerarchizzare le espressioni artistiche???</i><br>
<br>
Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica, la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine.<br>
La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l'importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia, diventa una questione relativamente semplice.<br>
Se segniamo la perfezione di una poesia sull'asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l'area totale della poesia per misurarne la grandezza.<br>
Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d'altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un'imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l'autentica grandezza.<br>
Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia.<br>
Escrementi.<br>
Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Armate di accademici, che avanzano misurando la poesia, no, non lo permetteremo, basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa, imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo.<br>
<br>
<i>E' in preda ad un rigurgito cinematografico delle pre adolescenza?</i><br>
<br>
Si, a volte mi capita. Ho la digestione lenta. Molto lenta.<br>
E alla domanda sull'individuazione di gerarchie artistiche, mi permetto di aggiungere: cosa è Poesia oggi? Chi è Poeta? Sarà anacronistico, ma non posso non ricordare un passaggio di Benedetto Marcello [1686 - 1739]: “In primo luogo non dovrà il poeta moderno aver letti, nè legger mai gli autori Latini o Greci, imperciocchè nemmeno gli antichi Greci o Latini hanno mai letto i moderni. Non dovrà similmente professare cognizione veruna del metro e verso italiano, toltane qualche superficiale notizia che il verso è di forma di sette e d'undici sillabe, con la quale regola potrà poi comporre a capriccio di tre, di cinque, di nove, di tredici e di quindici ancora. Dirà bensì di aver corsi gli studi tutti di Matematica, di Pittura, di Chimica, di Medicina, di Legge ecc. protestando che finalmente il Genio l'ha condotto con violenza alla Poesia...”<br>
<br>
<i>Posto che in arte la forma è contenuto (e viceversa), e quindi la struttura formale è importante, almeno quanto la percezione che attiva e l'ordine di discorso che costruisce, è indubbio – almeno per me, sia chiaro – che il giudizio di merito sull'artisticità o meno di un'esperienza esula il solo gusto personale; gusto per altro lecito (ci mancherebbe!), ma foriero di errori interpretativi se eletto a canone. Il problema allora è: quali sono gli “altri” (i “molti” altri) che considerano Vasco un poeta? Basta la presenza di una folla adorante a fare un santo? Mi dispiace, sono abituato a leggere esperti di popular music del calibro di Cris Cutler (anche ottimo batterista – with Henry Cow et ultra, altro che Metallica!), per accantonare la necessità di affrontare un'opera con scrupolosa esattezza. Analizzare l'operazione compiuta da Vasco con la canzone Creep dei Radiohead's può svelare molto di più di quanto si possa immaginare sulla sua – di Vasco – insulsaggine. Vasco è estraneo alla canzone, la svilisce, ne trasforma radicalmente il senso. L'analisi musicale non è certo una scienza esatta, però una certa oggettività, se permettete, è importante che la mantenga. Ascoltatevi le due versioni e ognun si faccia il suo parere ... Ma soffro davvero a parlare di Vasco, consolante narcotico per folle ammaestrate, evocazione di un nulla celebrativo, febbrile sospensione del pensiero, evidenza lineare dei tempi di merda che viviamo... Intollerante? Lo sono, certo, e lo rivendico: la musica pulsa al di là, pulsa raggiante, per mia fortuna. Mi scuso per il tono, ma quando ci vuole ci vuole...</i><br>
<br>
Lei però non può criticare e giudicare un artista [Vasco, nello specifico] solo in base solo all'ultima canzone... sarebbe come criticare un libro di poesie valutando solo l'ultimo verso, e non curarsi di tutta la storia precedente. Possa piacere o meno [sui gusti personali non mi intrometto] Vasco si è costruito i meriti a cui è arrivato attraverso tutta la vita, e così come non si critica un romanzo dalla copertina non si può nemmeno non considerarlo un artista solo in base all'ultima canzone. Vasco ha il merito di essere arrivato a generazioni [si, generazioni: non una sola] di ragazzi con le sue canzoni, e di questo non si può non prendere atto e rendergliene merito. Se poi dà fastidio che lo si possa appellare Poeta, allora questo è un altro discorso. E torniamo sempre lì: cosa è Poesia e cosa no? Chi lo decide? In base a cosa? La gente comune, o un gruppo elitario di persone? A chi sta veramente la scelta di decidere cosa sia Arte e cosa no? E soprattutto: se sono poche persone a decisere cosa sia bello o sbagliato, cosa sia alto e basso, cosa sia artistico e cosa no, stiamo ancora parlando di comunicazione?<br>
<br>
<i>Buttiamola sul ridere. Incredibile: alcuni commenti pro-Vasco letti corrispondono perfettamente all'analisi scherzosa delle caratteristiche dei suoi fans fatta sulla Nonciclopedia.</i><br>
<br>
Le caratteristiche elencate in quell'articolo scherzoso si applicano ai fans di un qualunque “mito”. Provi ad andare a toccare i Beatles o un Elvis Presley, e vedrà comunque orde di fanatici con comportamenti simili a quelli descritti dalla Nonciclopedia. Trovo comunque non pertinente al dialogo il cercare di mettere in dubbio l'attendibilità di certe argomentazioni, che erano ben lungi da quelle da lei ironicamente linkate: nessuno ha detto “Vasco è Dio” [anche perchè andrebbe in conflitto con almeno un altro Lemma], e nessuno intendeva farlo.<br>
Se poi invece intende prendere seriamente [e usare quindi come prova] il contenuto della Nonciclopedia, si potrebbe scoprire che “Leopardi fu un precursore del movimento black metal”.<br>
<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1494</link>
<pubDate>Thu, 5 Nov 2009 22:57:35 +0100</pubDate>
<guid>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1494</guid>
</item>
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<title>Lupus Metallorum - Sheep Tales #5</title>
<description><![CDATA[<img src='http://www.pazuzu.it/lupus/Pecore005.gif'><br>Prosit.<br>
E fine delle pecore.<br>
Per ora.<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1491</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 00:00:01 +0100</pubDate>
<guid>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1491</guid>
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<title>Lupus Metallorum - Oldies #5</title>
<description><![CDATA[<img src='http://www.pazuzu.it/lupus/Poster 005.jpg'><br>Adoro i baffi disegnati.<br>]]></description>
<link>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1490</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 00:00:01 +0100</pubDate>
<guid>http://www.pazuzu.it/post.asp?ID=1490</guid>
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