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OLD PRESS - GrindZone 1997

I norvegesi The 3rd And The Mortal sono uno dei fenomeni musicali più misteriosi degli ultimi anni: devoti promotori di una visione della musica anticommerciale e, a volte, così tetra e lugubre da diventare quasi indigesta, gli autori del fortunato 'Painting On Glass' si riaffacciano sulle scene con un nuovo lavore, 'In This Room', che sembra fatto apposta per disorientare ulteriormente chi fino ad ora ha cercato invano di descrivere a parole la loro proposta artistica...

Ci sono gruppi che non possono essere rinchiusi entro schemi preordinati, in po' per scelta e un po' per convenienza: infatti, non sempre è necessario essere spudoratamente commerciali per ottenere successo e band come Pantera (prima) e Korn (oggi) ne sono la dimostrazione esemplare. Probabilmente, nessuno scoprirà mai se gli oscuri The 3rd And The Mortal abbiano deciso a tavolino di giocare la carta dell'anticommerciabilità con l'obiettivo di attirare l'attenzione o, semplicemente, suonino per il piacere di farlo, però certo è che sentiremo parlare di questi sei norvegesi ancora per un bel pezzo. Per coloro che si aspettavano un'inversione di tendenza con il successore di 'Painting On Glass' e una sterzata verso sonorità più accessibili e lineari, l'ascolto di 'In This Room' potrebbe rivelarsi un vero shock! Già, perchè la sterzata cìè stata, ma verso la totale anarchia sonora! Ogni pezzo incluso sul nuovo disco fa storia a sè, non ci sono legami tra i vari episodi, l'istinto ha la meglio sulla ragione in ogni singola nota! Folli? Geniali? Abbiamo provato a saperne di più da chitarrista del gruppo, Trond Engum.
Quale obiettivo vi siete posti quando avete dato vita al progetto The 3rd And The Mortal?
Tutto è nato per puro divertimento: volevamo mettere su un gruppo che ci permettesse di trasformare in musica le nostre emozioni, senza condizionamenti di sorta. Volevamo essere liberi di suonare quello che più ci piaceva e non ci siamo mai posti il problema di come potesse essere recepita dal pubblico la nostra proposta.
Quindi, sostanzialmente, fate musica per voi stessi?
In un certo senso direi di si... comunque, è chiaro che siamo ben felici di vedere che il nostro lavoro viene apprezzato anche da altre persone.
Non avete mai temuto i giudizi dei giornalisti?
No, loro hanno un lavoro da svolgere e noi ne abbiamo un altro: pur entrando spesso in contatto gli uni con gli altri, in realtà viviamo due tipi di vita completamente diversi. Se poi devo essere sincero, credo che i giornalisti abbiano un po' paura di noi.
In che senso, scusa? io, in questo momento, mi sento abbastanza tranquillo...
Non vorrei generalizzare, però mi sono accorto che molti addetti ai lavori ci guardano storto perchè non riescono a trovare termini di paragone per la nostra musica. Probabilmente non è facile recensire un disco senza avere dei punti di riferimento e quindi qualcuno ha pensato bene di vendicarsi di noi scrivendo delle cose veramente pessime sul nostro lavoro precedente.
Purtroppo, anche (o forse dovrei dire 'soprattutto') nel nostro ambiente c'è gente che si crede 'dio in terra' solo per il fatto di poter scrivere qualche riga su una rivista, però ti assicuro che non tutti sono così...
Questo lo so e la sola cosa che ci dispiace è che qualcuno potrebbe farsi un'idea sbagliata sul nostro conto solo per colpa di quanto scritto da uno a cui stiamo sulle palle!
Beh, visto che a me non state affatto antipatici, ti lascio tutto lo spazio che vuoi per descrivere il nuovo album ai lettori di Grind Zone...
Grazie! Dunque, innanzitutto il disco si intitola 'In This Room' ed è il frutto di una serie interminabile di jam session. Negli ultimi mesi abbiamo registrato quasi venti ore di materiale e, prima di entrare in studio, siamo stati costretti ad operare una selezione delle cose migliori: così, dopo aver estratto circa 120 minuti di musica dal malloppone iniziale, abbiamo rielaborato le idee migliori e le abbiamo riunite nelle tredici canzoni che compongono l'album. La differenza principale tra 'Painting On Glass' e 'In This Room' sta nel fatto che in quest'ultimo abbiamo cercato di variare il più possibile le composizioni, al fine di ottenere un collage di sensazioni che rappresentasse adeguatamente gli stati d'animo che hanno caratterizzato le registrazioni del disco.
Dal punto di vista lirico, quali sono gli argomenti che avete trattato sull'album?
Così come è accaduto per la musica, anche i testi si basano su tematiche differenti: però, ogni argomento viene sviluppato in un'ottica prevalentemente emozionale e quindi le liriche di 'In This Room' si risolvono in una raccolta di pensieri e riflessioni che non trovano punti di contatto con le realtà, restando sospese in una specie di limbo.
Correggimi se sbaglio, ma il nuovo dsco mi sembra meno 'metallico' del precedente: si tratta di una scelta o solo di una questione di feeling del momento?
Hai ragione. 'In This Room' è composto da brani che con il metal hanno poco a che spartire, ma non si è trattato di una decisione presa a tavolino: quando abbiamo iniziato a selezionare il materiale, siamo andati inconsciamente in una certa direzione e così tutte le cose più metalliche che avevamo composto sono rimaste sui nastri. Forse le utilizzeremo in futuro, o forse rimarranno in un cassetto per sempre: tutto dipende da quello che ci sentiremo di fare la prossima volta che entreremo in studio.
Qual'è il pubblico tipico dei The 3rd And The Mortal?
Credo si tratti di persone molto diverse tra loro, ma accomunate da una mentalità musicale molto aperta: non penso sia possibile tracciare un identikit vero e proprio del nostro fan mmodello, perchè probabilmente non esiste neppure. Così come la nostra musica è in continua mutazione, anche le persone che la ascoltano rifuggono ogni categorizzazione e non possono essere accomunate alla massa.
Come vi trovate a vivere in Norvegia, patria indiscussa della scena black metal?
Stiamo bene nel nostro paese e abbiamo anche un grande seguito di pubblico dalle nostre parti: la scena black sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti e molti gruppi sperimentano nuove soluzioni sonore, alcune delle quali assai vicine al nostro stile musicale, spingendo sempre più persone a comprare i nostri dischi. Parlando onestamente, le cose stanno andando davvero molto bene per noi in questo momento e credo proprio che potremmo desiderare di più.
Quali sono le vostre influenze principali?
Se dovessi elencare i gusti musicali di ogni membro del fruppo, probabilmente ci vorrebbero un paio d'ore, perciò posso dirti cosa ascolto io di solito: mi piacciono i dischi dei gruppi metal classici, quali Black sabbath, Judas Priest, Iron Maiden e inoltre vado pazzo per il jazz d'annata e per la musica sinfonica. In pratica, ascolto qualsiasi cosa mi venga proposta, l'importante è che si tratti di buona musica.

Cristiano Bianchi

Kari Rueslåtten
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