OLD PRESS - MetalShock 1996
Musica libera, fuori dallo spazio e dal tempo. Il chitarrista Trond Engum ci svela i segreti e le certezze di una band troppo grande e sensibile per meritare l'attenzione delle masse.
Nel vastissimo e intricato pianeta sotterraneo del rock gotico ed oscuro del Nord Europa, i norvegesi The Third and the Mortal occupano una posizione atipica. Fautori di un suono esoterico e fortemente dark, nulla spartiscono con le immonde sonorità che partono dalla loro terra. L'approccio dei Third è candido, vellutato, fatto di emozioni, senza effetti splatter, senza viscere in superficie, senza la ricerca del fracasso ad ogni costo. Ed ecco le ragioni per cui questa band si colloca sulla scia artistica di chi crea qualcosa di unico. Dopo l'affascinante esordio "Sorrow", un miniLP del 1994 con quattro catalizzanti brani, dove spiccava "Silently I Surrender", il suono prodotto dei Third and the Mortal trovava la definitiva forma con l'album "Tears Lain In Earth", un viaggio delirante e triste nei meandri dell'esistenza con picchi intitolati "Shaman" e l'apoteosi "Oceana". A questo punto Kari, eterea e notturna cantante, optava per una carriera solista (ha già pubblicato un promo CD di nove brani, "Demo Recordings 95") e veniva sostituita da A. M. Edvardsen che portava la band verso lidi ancora più sperimentali, presentandosi con l'EP "Nightswan" e delineando la nuova creatura del recente album "Painting On Glass", coagulo di aritmie arabe e tracciati new wave. E finalmente, dopo alcuni tentativi andati a vuoto (alcuni? Pensate che lo scorso anno avevamo programmato un'intervista con Kari proprio il giorno in cui lei ha deciso di lasciare il gruppo! ndr), riusciamo a metterci in contatto con Trond Engum, chitarrista e fondatore della band.
Allora Trond, una curiosità innanzitutto: ma da dove deriva il nome?
Non cercare riferimenti storici o particolari, è un nome che abbiamo creato dal nulla, quando stavamo componendo un brano con questo titolo. Suonava molto bene ed è diventato il nostro simbolo per la nostra individualità musicale e per le creatività artistica della band. In seguito è diventato il nome del gruppo.
Su cosa si basano i vostri testi?
Premetto che la prima cosa che scriviamo sono le musiche, la cosa a cui teniamo di più. Successivamente, a seconda dell'atmosfera del pezzo, cerchiamo le liriche più adatte, ma tutto è in relazione alla struttura armonica del brano.
Dalla vostra musica emerge un'atmosfera mistica, esoterica, quasi tenebrosa. Quanto siete coinvolti in situazioni misteriose, per non dire soprannaturali?
Non sono affatto d'accordo con la tua definizione, non penso proprio che la nostra musica risulti oscura e tenebrosa. E con questo so che molti resteranno delusi, in quanto si aspettano che io parli di fantasmi e demoni. Ma le cose non stanno così e e non c'è nulla di strano e misterioso nella notra musica, quello che senti non è politica, religione o mistero, ma solo noi stessi. E credo che nessuna musica dovrebbe occuparsi di cose così grandi ed importanti.
Che riscontro di pubblico e critica avete avuto con i primi due lavori? E cosa puoi dirmi del nuovo corso della band, che mi sembra più new wave?
Siamo molto soddisfatti di come sono andate le cose per i nostri primi lavori, hanno avuto ottime recensioni ed anche come vendite non possiamo lamentarci. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, mi trovi d'accordo in quanto la direzione creativa di 'Painting On Glass' è molto più di ricerca, ma questo è dovuto alla nuova cantante, che noi riteniamo più uno strumento che una voce, è veramente bravissima e dal vivo ha qualità incredibili.
La vostra musica invita alla riflessione ad autoesaminarsi, vi chiedo allora: quale pensate possa essere, alle soglie del terzo millennio, il grande problema della società industrializzata?
Senza dubbio l'egoismo e la corsa alle cose materiali, tutto è costruito sull'immagine e sullo status symbol, senza curarsi dello spirito, dell'enorme forza interiore che ogni uomo ha dentro di sè. Dobbiamo tornare a curare le amicizie, le relazioni prive di doppi scopi, ma è come combattere contro un muro.
Quali sono le vostre letture preferite? Pensate che ci possa essere una relazione the comporre canzoni e scrivere romanzi?
Direi che leggo ogni genere di novelle e racconti, dipende dall'umore del momento. Penso che canzoni e libri nascono con lo stesso processo creativo e abbiamo le stesse finalità, regalare emozioni. Entrambi necessitano della conoscenza della materia, occorre l'idea di partenza e sapere dove si vuole arrivare, unire varie partiture, note, capitoli, rendendolo accessibile. Si, direi che forse dovrei provare a scrivere romanzi...
Oltre all'attività con i Third and the Mortal, avete altri progetti musicali?
Alcuni componenti della band hanno alcuni progetti, ma non sono in grado di dirti se vedranno mai la luce sotto forma di dischi, per ora si tratta di situazioni di poca importanza.
Qualcuno dice che per scrivere buona musica bisogna essere drogati o comunque 'stoned'? Avete mai fatto uso di droghe per facilitare l'ispirazione?
Questa è la più grande bugia che circonda da sempre il rock. E' un falso mito che disapprovo. Non è possibile avere il meglio di una persona se è 'stoned', non può concentrarsi, non ricorda nulla, non è in grado di fare quasi nulla, figurati suonare, cosa che richiede una completa lucidità. E' un luogo comuce che a qualcuno serve solo come giustificazione...
Cosa pensate di quei gruppi della corrente black metal che si dichiarano satanisti e lanciano messaggi di morte attraverso le loro canzoni?
Non sopporto la distruzione e le dottrine iconoclaste, si tratta di ideologie flagellanti. Alcuni di questi musicisti sono validi, ma i loro testi sono pericolosi, soprattutto per le persone che non hanno ancora maturato un proprio codice selettivo e, credimi, non sempre si tratta di persone giovani. No, non posso proprio accettare una cosa del genere, è molto pericolosa.
Mi permetti di dire che in voi ho trovato elementi di rock progressivo, non quello melodico tradizionale, ma la scuola più oscura e sotterranea, Still Life, High Tide, Necronomicon...
Sei libero di fare tutti i nomi che credi, ma noi abbiamo una visione più ampia, non ci fermiamo ai singoli gruppi, ognuno di noi ha le proprie preferenze. Parlerei piuttosto di correnti stilistiche che ci influenzano: metal, prog, rock, jazz, classica e folk. Un po' come dire: tutto e niente.
Gianni Della Cioppa