OLD PRESS - GrindZone 1995
Dopo averci estasiato con il bellissimo mini-CD 'Sorrow', ritornano i supremi THE 3RD AND THE MORTAL con un nuovo entusiasmante capolavoro. Straordinarie melodie magistralmente interpretate, musica di spessore elevatissimo, ora sognante e dolce, ora triste e malinconica; musica che va diretta al cuore, che scandaglia l'animo suscitando le sensazioni più svariate, atmosfere ricche di feeling che riconciliano con la vita. Questo è quanto siamo riusciti a strappare ai norvegesi, tanto profondi ed incantevoli sul piano musicale, quanto poco loquaci ed un tantino distaccati a livello di pubbliche relazioni...
Vorrei innanzitutto che introduceste il gruppo ai lettori di GRIND ZONE dal momento che, nonostante l'assoluto valore della vostra proposta musicale, siete ancora piuttosto sconosciuti nel nostro paese...
Dunque la band si è formata nel 1992 con il preciso intento di miscelare musica d'atmosfera con sonorità doom, in una vena particolare ed estremamente personale. 'Avantgarde metal' è il nome che attribuiamo al nostro sound.
Il vostro attuale CD, 'Tears Laid In Earth', segue lo splendido mini-CD di debutto intitolato 'Sorrow', rivelatosi una preziosissima rarità nei negozi italiani. Quali ritenete siano le principali differenze tra i due lavori?
Non ci sono grandissime variazioni tra i due lavori, ad eccezione del fatto che su 'Tears Laid In Earth' ci siamo concessi un po' più di spazio per sperimentare alcune nuove soluzioni che potessero arricchire il nostro sound.
Ci sono stati dei cambiamenti di line-up tra le due releases?
No, nessun cambiamento!
Ehmm... Come si dice? Squadra che vince non si tocca! Torniamo a noi. Avete scelto un nome decisamente curioso ed inusuale, dal vago sapore mistico. Qual'è il significato di tale originale monicker?
Il nome deriva da un concetto astratto, la cui idea di base verrà sviluppata in un album che realizzeremo in futuro.
Oltre alla straordinaria bellezza della musica vi distinguete per l'estrema profondità dei vostri testi, mai scontati o banali, ricchi di pathos e velati di cupa tristezza. Chi ne è l'autore e che peso rivestono eventuali influenze di carattere religioso e/o filosofico sulla loro stesura?
L'autrice di tutti i testi è Kari, la nostra cantante: ciò che scrive deriva unicamente dalle sue personali esperienze, dai sentimenti, dai pensieri che permeano la sua vita. E' una visione strettamente individuale, lontana da condizionamentei religiosi.
Tra i vari brani che compongono 'Tears Laid In Earth' sono rimasto particolarmente colpito da 'Shaman', 'Death Hymn' ed 'Oceana'. Potete meglio spiegarci i concetti intorno ai quali si sono sviluppati tali songs?
'Shaman' ha una forte matrice folk, le sue origini vanno ricercate nella tradizione popolare; 'Death Hymn' è stato uno dei primi pezzi ca noi composti e credo non abbia bisogno di particolari spiegazioni, dal momento che sia il titolo, sia il testo parlano da soli! 'Oceana' invece costituisce un esempio di quei tentativi di sperimentazione a cui prima faceva cenno; in questo brano infatti abbiamo cercato di mixare atmosfere dolci, sognanti in contrapposizione a riffs molto duri e diretti, con l'intenzione di ricreare i suoni prodotti dal fluttuare delle acque del mare.
Ho notato che alcuni testi sono in norvegese: vi sono dei criteri specifici in base ai quali decidete di utilizzare la lingua madre in luogo dell'inglese?
No, inizialmente componiamo la musica, mentre successivamente per il testo utilizziamo la lingua che meglio si adatta al suond ottenuto e che ci garantisce il miglior risultato finale.
Mi risulta assai difficile associarvi ai vari gruppi dediti al death/black metal, sebbene siate continuamente accostati a tali bands. Ritenete tale classificazione frustrante o eccessivamente limitante?
Effettivamente crediamo di avere ben poco in comune con i tipi di sound da te citati, ma crediamo fortemente nella musica da noi composta e siamo sicuri che sarà essa a far emergere il gruppo dalla massa.
Per certi versi ritengo di potervi definire una versione più 'elettrica' e 'pesante' degli incantevoli signori delle sonorità decadenti e di atmosfera, gli immensi DEAD CAN DANCE. Gradite il paragone?
Beh, l'accostamento non può che farci piacere vista l'assoluta grandiositàdei suddetti; ciò nonostante il nostro sound presenta solamente alcuni legami con quello dei DEAD CAN DANCE, riconducibili ad uno spiccato interesse per la sperimentazione e al recupero delle tradizioni musicali passate, come il folk.
E dei CLANNAD cosa ne dite?
Ottimi, davvero una band ammirevole.
Dal punto di vista strettamente emotivo, come avete vissuto i tragici eventi che hanno interessato la scena musicale norvegese? Siete stati coinvolti nella campagna diffamatoria che la stampa locale ha scatenato nei confronti del black metal dopo la morte di Euronymous? Dal momento che Metalion il boss di Head not Found (label dei nostri) si è distinto in passato per il grosso supporto dato alla scena black, non temete di venire inclusi erroneamente in essa?
No, siamo rimasti totalmente estranei ai fatti a cui ti riferisci.
So che nel vostro paese si sta sviluppando un'interessante scena gothic-doom. Potete farci i nomi di alcuni tra i gruppi più validi da essa partoriti ultimamente?
Hai ragione, la scena gothic norvegese sta crescendo a vista d'occhio; penso che le bands migliori dedite a tale genere siano CARPATHIAN FULLMOON, GODSEND ed ATROX.
Stefano Longhi e Claudio Berti