Venerdi' 31-07-1998

Dopo una entusiasmante e comodissima notte in treno siamo arrivati a Bergen, pittoresca cittadina su di un fiordo famosa per il mercato del pesce che dopo sara' protagonista della giornata; dopo aver trovato posto in HOSTELLO e aver improvvisato canzoni su di un piano ed una chitarra abbiamo inutilmente tentato di noleggiare una macchina e poi abbiamo visitato il museo di storia di Bergen con dei bellissimi portali intarsiati.
Sulla strada per il centro abbiamo rinvenuto la lista di dischi di ANDREA e poi una volta giunti al mercato e' risorto l'incubo ricordini per i parenti ancora irrisolto.
Il golfo di Bergen
Abbiamo mangiato al mercato del pesce aringhe granchio e salmone a volonta' per poi accamparci come barboni su un prato che da sul fiordo e mentre scrivo queste righe i 3/5 della compagnia dormono profondamente e l' 1/3 dei dormienti russa sonoramente.
Usciti dal parco ci siamo diretti verso casa, e durante il percorso abbiamo visto i resti della citta' vecchia consistente in delle belle viuzze con case molto storte fatte di legno. Dopodiche' le donne, dopo averci affibbiati le fette di salmone (tranci) sono sparite e noi dopo aver visto due negozi di musica ci siamo diretti in Ostello.
Ora sara' meglio chiarire alcune cosette!! Mentre gli uomini gironzolavano allegramente per negozi di musica, noi abbiamo fatto la corsa da un posto all'altro alla ricerca di un supermercato ancora aperto (i negozi chiudevano alle 17 ed erano gia' le 17:10!), abbiamo rischiato di venire agganciate da un iraniano ("I must help you") che per poco non ci voleva aspettare all'uscita del supermercato, e poi siamo tornate anche al porto, sperando (invano!) di trovare ancora li' gli altri.
Siamo tornate in ostello per le 18 circa, con la spesa fatta!!
Le casette di Bergen
Abbiamo portato i bagagli della compagnia ai loro posti e riposto il pesce in frigo. Dopo circa 40 min. le ragazze sono arrivate e abbiamo messo la roba da lavare (inizio lavaggio con 2 lavatrici ore 18:30 - asciugatura completa ore 23).
Durante l'attesa ho fatto amicizia con un genio della cornamusa, un certo Peter Hewlett che mi ha scritto lo spartito di Scotland the Brave e mi ha lasciato a bocca aperta quando gli ho fatto provare il flautino.
La cena e' stata soddisfacentemente buona (appena lo leggono mi linciano), e finalmente mi sono saziato.
E la cena era ottima: penne allo scoglio in busta e poi tranci di salmone su soffritto di cipolle e carote: una delizia!! Vero verissimo.
Dopo abbiamo dovuto aspettare che la biancheria e i vestiti asciugassero per bene, e cosi' io e Ale siamo andati a provare a suonare la canzone appena insegnataci al flauto con io che strimpellacchiavo un pianoforte scordato. Il divertimento e' durato finche' una vecchia babbiona e' uscita da una porta e ci ha intimato di smettere.
Alle 23 siamo usciti e siamo andati in un pub (faceva molto freddo fuori)(Ale dice di no, ma io avevo freddo...) dove ho incendiato un accendino e subito dopo Ale ha allagato il tavolo con una birra. Mitico! A questo punto eravamo abbastanza cotti da dover andare a casa (per modo di dire...) e cosi' e' stato. Ugh! Woha! Wahe'! Hippyyahe'!


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