In stazione abbiamo un po' faticato a trovare l'ostello, ma ci siamo riusciti.
Uffa, devo sempre scrivere io!
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OLGA |
Ero rimasto a Oslo; dopo una colazione (se la si puo' chiamare tale) al Mc Donald, abbiamo raggiunto l'ostello grazie alle indicazioni di una signora e al perfetto senso di orientamento del sottoscritto (lo scrivo anche se non e' vero perche' tanto qui sopra scrivo solo piu' io e nessuno mi puo' contraddir
re!!!) (sempre piu' ignorante!).
Dopo aver fatto conoscenza con i soliti italiani all'ostello siamo usciti a visitare la citta'. non e' che mi ricordi tanto bene e con precisione le tappe percorse, ma so di preciso che abbiamo visitato la cattedrale e poi abbiamo mangiato dei panini comperati sul luogo.
Ale ha preso un'alce da spalla da portarsi a passeggio, e nonostante gli fossero stati suggeriti nomi stupendi ha optato alla fine per OLGA.
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L'urlo |
Di pomeriggio siamo andati al museo nazionale dove erano esposti dipinti di Munch (il famoso "urlo") ed altre amenia' varie, incluse le opere sconce di Picasso che non meriterebbero nemmeno di essere ricordate.
La tappa seguente e' stato uno stupendo parco dove abbiamo scritto cartoline e reincontrato i 3 ragazzi conosciuti nell'ostello di København e visti (meglio dire "intravisti") sul treno notturno e infine in stazione.
A questo punto eravamo tutti cotti e ci siamo ridiretti verso casa (cioe', non la casa che si intende nel detto "casa dolce casa", ma piu' comunemente il luogo ove erano adagiati i nostri bagagli, cioe' l'ostello), soffermandoci lungo la via in un megastore ove nel reparto fumetti e giochi di ruolo ho finalmente trovato la versione rilegata dell'ultimo disco di ALICE COOPER (mitico!).
La stanza si e' poi rivelata migliore delle aspettative, con doccia e cucina incorporate, ma la cena non e' stata all'altezza delle attrezzature forniteci: ci siamo infatti sbafati (si puo' dire "sbafati"? Vabbe', ormai la frittata e' fatta...) un pentolino a testa di riso dandoci il cambio sulle piastre, riuscendo a versare per ben 2 volte il riso fuori dalle gavette.
Sfamati ma non saziati siamo usciti e ci siamo diretti verso il borgo medievale solo per scoprire che di borgo aveva solo il nome e di medievale... beh, sinceramente le 4 mura diroccate che c'erano erano antiche, ma chiamarlo borgo... vabbe'!
Essendo quindi delusi per il pacco subito a causa della visita penosa (che bella frase che ho scritto! Ora tutti sanno perche' avevo dei problemi in italiano al liceo!) ci siamo chiusi in un locale dove suonavano musica dal vivo, senza che nessuno si aspettasse quello che sarebbe successo in seguito.
La musica era anni '70, e gli avventori erano abbastanza stagionati (per intendersi, se fossero state delle caciotte avrebbero avuto un profumo delizioso), ma non abbastanza da impedir loro di ballare, e anche bene. Erica e Alberto si sono gettati quasi subito tra la folla, ma l'apice lo si e' raggiunto quando io ed Ale abbiamo invitato due tardone a ballare con noi; io mi sono beccato una spilungona di nome Ann che aveva visitato Venezia, ma Ale ha ballato con una valchiria che lo ha umiliato senza limiti.
Ho detto che questo e' stato l'apice della serata, ma in realta' e' stato solo l'inizio di una serie di spettacoli da parte nostra che ci faranno ricordare in quel locale per luuuuungo tempo. Per chi ne volesse sapere di piu', credo che dovrebbe cercare di procurarsi le foto (poche ma buone) che sono state scattate, vi do la mia parola che dovrebbe valerne la pena!
Infine siamo andati a dormire, e come abbiamo dormito bene!