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1 marzo 2010 - ANTONIO CLEMENTE, KAREN CIACCIA, MATTEO CONTA, MAURO CIPRI, ZAZZA @ LA CLAQUE
Cos'è la canzone d'autore oggi?
Se provate a fermare un genovese a caso per strada e a chiedergli il nome di un cantautore, dieci a uno che vi risponderebbe con un nome di cui i genovesi hanno imparato ad esser fieri: Fabrizio De Andrè. Un nome famoso. Un nome con cui riempirsi la bocca. Un nome che se fino a qualche decennio fa era guardato con sospetto, ora viene affiancato a qualifiche altisonanti quali poeta e intellettuale. In tutto questo clima di amore, prati verdi e cagnolini, non posso non ricordare i racconti di mio padre, i ricordi di un periodo in cui i ragazzi che andavano ai concerti di De Andrè venivano schedati come potenzialmente pericolosi. Possibili anarchici. Delinquenti? Tempi passati, oramai. Certo, c'è chi non stravede per questo cantautore genovese e lo considera un alcolizzato ed un puttaniere, ma poco importa alla fine: quello che importa è che la figura di Fabrizio De Andrè ha soffocato talmente l'immaginario collettivo, che sembra quasi che da Genova non possa venir fuori nient'altro se non sia somigliante a lui.
Come spesso succede, invece, la realtà è ben differente.
Sabato 27 febbraio 2010, nella sala de La Claque di vico San Bernardo, si sono esibiti cinque cantautori genovesi. Gente giovane, diciamolo subito. Non diciottenni, sia chiaro, ma nemmeno gente alla Gino Paoli tanto per capirci. Sabato, nel centro di quei vicoli di Genova che tanto furono cari a Fabrizio De Andrè, chi avesse avuto l'occasione di sedersi sotto quello splendido palco avrebbe avuto l'onore di ascoltare la voce melodica di Antonio Clemente, con le sue personali canzoni dai ritornelli immediati e prontamente assimilabili. Antonio non era solo sul palco, ma si faceva accompagnare da un bassista, una violinista e un batterista, rendendo così ancora più più densa l'aria con le sue canzoni.
In effetti, il primo Fabrizio De andrè ci aveva abituati ad una voce accompagnata semplicemente da una chitarra, e così nella nostra testa si è formato lo stereotipo del cantautore che presenta le proprie canzoni in solitaria, col cuore affranto magari, mentre decanta tutto il suo male di vivere e la sua disperazione interna. Dispiace dirlo, ma non deve per forza essere sempre così. Il secondo a salire sul palco è quindi Gennaro Esposito, in arte Zazza, che immediatamente inizia a scherzare con il pubblico e dimostra una spigliatezza ben lontana da atteggiamenti schivi e tanto tipici dei genovesi. Anche lui è accompagnato da una schiera di strumenti a riempire la cornice, tra cui ricordo un basso, una chitarra, una batteria, una tastiera e un paio di percussioni. Sono canzoni semplici, dedicate alle piccole cose, e i suoni dalle vaghe punte swing si adagiano piacevolmente in quel susseguirsi di accompagnamenti pieni e ritmati.
E' quindi la volta di Karen Ciaccia, unica voce femminile della serata, a sua volta seguita nella sua performance da chitarra acustica, basso, percussioni, armonica, e anche due coriste. La voce di Karen è calda e soffusa, con punte di lirismo quasi inaspettate in canzoni dedicate a periodi bui, bambini vicini, sentimenti di dolore e gioia. I cinque brani eseguiti svaniscono troppo presto, ed è giunto il turno di Mauro Cipri, unico cantautore solista, che si accompagna unicamente con una chitarra e un'armonica a bocca [che nel nostro immaginario non possiamo non associare a Bennato]. Non sono però vuote le sue canzoni, visto che Mauro si aiuta con loop e campionamenti in tempo reale che quindi riempiono ogni spazio vuoto creando un'esposizione musicale profonda e sofferta. Mauro è anche l'unico cantautore della serata a presentare un brano strumentale, "sud est", dimostrando un coraggio compositivo non indifferente.
La serata è quasi giunta al termine quando sale sul palco Matteo Conta, affiancato da un chitarrista ed un bassista. Nato il 29 febbraio [che è anche il titolo della prima canzone], l'esecuzione di Matteo è forse l'unico punto un po' debole dell'intero concerto visto che interrompe l'ultimo suo brano per poi ricominciarlo da capo [insicurezza? voglia di perfezionismo? chissà]. Ma poco importa.
Poco importa se il festival di Sanremo ci ha oramai abituati al tenore di certe canzoni. Poco importa se su Genova grava l'ombra di un passato oramai morto che forse mai più ritornerà. I cantautori esistono ancora, e Genova ne possiede splendidi esemplari: il centinaio di persone presenti il 27 febbraio alla Claque erano lì per dimostrare che l'interesse per le novità esiste ancora, e sopravviverà con loro. E' sufficiente saper aspettare?
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22 febbraio 2010 - ARTE
Che cos'è l'Arte? L'arte è una ghigliottina ghignante che incombe sul capo di pochi. L'Arte è una lama che logora chi l'ama. L'Arte promette fama e dispensa fame. Puoi pensare di avere lo stomaco abbastanza forte per resistere, ma ce la farà la tua testa a resistere alla pressione psicologica prima che quella ghigliottina compia il suo percorso? Un Artista, nel momento in cui quella lama inizia il suo tragico e fatale percorso, è colui che diventa la lama stessa: mentre tutti quelli che osservano la scena sono ancora fermi all'attimo immobile prima che il destino si compia, carichi di inespressa energia potenziale, l'Artista si libera di essa e diventa pura e semplice energia cinetica, fino a quell'istante in cui la vita lo abbandonerà per abbracciare le calde pagine della Storia.
L'Arte è una lama che logora chi l'ama.
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18 febbraio 2010 - C'È CHI STORNA
Cose che capitano. Giuro.
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7 febbraio 2010 - UN NUOVO INIZIO
Non esiste una strada semplice.
Se vuoi ottenere qualcosa, di qualsiasi natura si tratti, il cammino da percorrere non è mai lastricato di mattoni dorati. Ci saranno ostacoli che sorgeranno ogni pochi metri, e avversità da affrontare da soli o con il supporto di scudieri che oseranno affrontare con te la tua folle corsa verso i tuoi personali mulini a vento. Potresti scoprire, in questo lungo e tortuoso cammino, che quei mulini non sono altro che un'illusione ottica inesistente. Potresti anche cadere lungo il viaggio, e allora starà ad altri raccogliere le tue esperienze e proseguire lungo quella via. Poco importa quindi se magari non sarai tu a cogliere il primo fiore da quella terra promessa che tanto agognavi: qualcuno lo farà, e ne pianterà i semi per far crescere qualcosa di nuovo, qualcosa di ancora più bello.
In altre parole.
Da poco più di un mese è partita l'avventura LiveUs, un'avventura nata e cresciuta nella mia mente in un freddo pomeriggio d'autunno e che è riuscita a vedere la luce grazie al supporto e all'aiuto di poche ma fidate persone. Da dove nasce? Da decine di esperienze passate, da centinaia di luoghi visitati, da migliaia di persone incontrate. Che cos'è, in poche parole, LiveUs?
Anzitutto posso dire cosa NON è: LiveUs non è un portale di recensioni di dischi, così come non è un giornale web su cui vengono segnalate notizie a discrezione di una redazione: LiveUs non è una realtà centralizzata sulle spalle di un numero imprecisato di volontari o stipendiati. Però su LiveUs potrete trovare tutte quelle informazioni su concerti ed eventi dal vivo, man mano che crescerà nel tempo, evolvendosi e maturando grazie a voi. Si, proprio grazie a voi.
LiveUs è principalmente un'idea, un miraggio concreto, la volontà presente e pressante di riuscire a creare una rete che metta in comunicazione diretta tutte le realtà che gravitano attorno alla musica dal vivo: artisti, organizzatori, gestori, tecnici, fotografi, recensori, pubblico, ecc. Ciascuna persona può registrarsi liberamente e gratuitamente, e iniziare a gestire la propria realtà musicale segnalando le proprie serate. Ci saranno articoli di concerti, interviste, e rubriche varie di natura musicale. Sarà insomma possibile riuscire a seguire e contattare tutto quel mondo che esiste e vive molto spesso una sua vita underground nelle varie regioni, per non parlare più pessimisticamente delle singole città. Sarà anche possibile commentare tutto il materiale presente sul sito, e scegliere di quali realtà voler essere informati in modo attivo. Il tutto a livello nazionale, senza confini di spazio o di tempo. Costantemente in crescita, perennemente in evoluzione. E sempre grazie a voi.
Siete voi che continuate a far suonare la musica nelle vostre orecchie, siete voi che portate avanti la vostra passione giorno dopo giorno, nota dopo nota, condividendola e affrontandola senza sosta. Siete voi che date un significato concreto a tutto questo. A noi resterà l'onore di camminare al vostro fianco, discutendo e affrontando insieme tutti i passi che non fermeremo nemmeno quando ci troveremo di fronte a ponti di legno che potrebbero crollare sotto il nostro cammino, non ci fermeremo perchè sapremo che quei ponti costruiti insieme saranno il legame che unirà per sempre tanti mondi creduti lontani, tanti paesi creduti discinti, tante persone che nemmeno si conoscono. Ma sarà un viaggio unico, verso un obiettivo che ci portiamo nel cuore e che ci suona dentro fin da quando siamo nati. Una passione incrollabile. Un'idea divenuta realtà.
Non esiste una strada semplice. Ma esistete voi, ed esiste LiveUs.
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Ultimi 20 commenti
06/03, 23.45: Chiara Daino su Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque.
05/03, 09.35: Pazuzu su Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque.
05/03, 08.57: Matteo Conta su Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque.
03/03, 22.47: Chiara Daino su Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque.
03/03, 12.55: Pazuzu su Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque.
03/03, 12.29: Matteo Conta su Antonio Clemente, Karen Ciaccia, Matteo Conta, Mauro Cipri, Zazza @ La Claque.
15/12, 13.26: Strazza Bubu Camaya su Ancora burraco.
21/11, 16.10: Fulbio su Polifonie.
19/11, 20.48: Fulbio su Logo?.
16/11, 20.59: Pazuzu su Antro #040.
14/11, 12.59: Fulbio su Antro #040.
14/11, 12.52: Fulbio su Sheep Tales #4.
12/11, 00.28: Pazuzu su Sheep Tales #4.
11/11, 23.52: Fulbio su Sheep Tales #4.
11/11, 23.50: Fulbio su Sheep Tales #4.
11/11, 23.50: Fulbio su Sheep Tales #4.
11/11, 23.50: Fulbio su Sheep Tales #4.
11/11, 20.46: Fulbio su Sheep Tales #4.
10/11, 23.45: Pazuzu su Sheep Tales #4.
10/11, 19.59: fulbio su Sheep Tales #4.
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